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Accogliere migranti senza creare ghetti. Con Decreto Mezzogiorno sostegno ai Comuni e deroga ai limiti assunzionali

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Nel corso di un question time alla Camera dei Deputati sul piano nazionale di accoglienza dei migranti richiedenti asilo, il ministro all’Interno Marco Minniti ha presentato le innovazioni introdotte dal Decreto Mezzogiorno.

Su tale tema l’on. Liliana Ventricelli, deputata del Partito Democratico, ha dichiarato quanto segue:

“Sta funzionando il modello dell’accoglienza diffusa dei migranti che si rivela una modalità più inclusiva rispetto, invece, alla concentrazione di gruppi molto numerosi che può generare il rischio di creare dei ghetti. Il Governo sta perfezionando le politiche dell’accoglienza senza lasciare soli i Comuni. Nel decreto Mezzogiorno ci sono importanti misure che vanno in questa direzione, concorrendo con risorse finanziarie alla riuscita dell’accoglienza diffusa.

A favore dell’integrazione dei migranti e del sostegno agli enti locali, il decreto Mezzogiorno prevede per il 2018 una spesa di 150 milioni di euro, cinquanta in più rispetto all’attuale impegno finanziario. Un’importante forma di collaborazione istituzionale. Il fenomeno migratorio ci riguarda tutti, non si può girare la faccia dall’altra parte e fare finta di nulla, pensando che debba essere qualcun altro a farsene carico; fermo restando che sono da condannare le storture che generano solo business a scapito dei diritti umani e delle comunità locali.

Nello specifico, per ciascun Comune sono previsti un contributo massimo di 700 euro per ogni richiedente protezione che è accolto nei centri SPRAR e di 500 euro per ogni richiedente che è ospitato in altre strutture. Il Ministero dell’Interno, sulla base di uno specifico monitoraggio trimestrale, determina entro il 30 novembre di quest’anno il contributo spettante a ciascun Comune.

Il decreto Mezzogiorno prevede, inoltre, che negli anni 2018 e 2019 i Comuni (anche in forma associata) possono instaurare rapporti di lavoro flessibile che sono finalizzati a garantire i servizi e le attività strettamente funzionali all’accoglienza e all’integrazione dei migranti. In tal caso il provvedimento del Governo interviene con una deroga ai limiti assunzionali. Anche questa è una misura che serve a mettere gli enti locali nelle migliori condizioni per poter svolgere una funzione a cui nessuno può sottrarsi. L’accoglienza dei migranti non può essere messa in discussione. Nel contempo, con grande senso di responsabilità i Comuni devono garantire – quanto più possibile – i servizi primari ai propri concittadini (lavoro e casa) ed evitare le famigerate tensioni sociali perché proprio queste conflittualità non devono avere alcun diritto di cittadinanza”.

On. Liliana Ventricelli

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