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Equo Compenso: la disciplina per i professionisti non è anti-concorrenziale. Antitrust deve chiarire

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Le agenzie di stampa riportano un parere dell’Antitrust che paventerebbe limitazioni della concorrenza in conseguenza della disciplina dell’equo compenso. In attesa di leggere il parere completo auspico che non corrisponda a quanto preannunciato dalla agenzie di stampa, altrimenti si tratterebbe di un clamoroso abbaglio da parte dell’Antitrust.
La disciplina contenuta nel disegno di legge è completamente compatibile con i princìpi posti a tutela della concorrenza e con i corrispondenti parametri europei.
In particolare, non si configura un contrasto con la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 12/12/2006, n. 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, anche alla luce della sentenza della Corte giustizia dell’Unione Europea Sez. I, 8 dicembre 2016, n. 532/15.
Queste argomentazioni sono già state abbondantemente confutate nel parere di cui sono stata relatrice, che ho proposto ed è stato approvato in Commissione Affari Europei alla Camera dei Deputati.
La disciplina dell’equo compenso prevede finalmente che, ai fini della determinazione dell’equità del compenso dell’avvocato nei rapporti con i cosiddetti clienti “forti”, si prendano a riferimento, accanto agli altri elementi rilevanti in sede di apprezzamento dell’equilibrio contrattuale, dei parametri previsti dal regolamento fissato dal Dm del Ministro della Giustizia.
Queste norme sono estese a tutte le professioni, il principio dell’equo compenso varrà anche nei confronti della PA.
Dove sarebbe la restrizione della concorrenza? Chi vuole utilizzare questa implausibile ed irrealistica motivazione per fare un prezioso favore ai grandi gruppi bancari ed assicurativi dovrà spiegarlo alle migliaia e migliaia di professionisti iperqualificati che vengono sottopagati, drogando al ribasso il mercato e la concorrenza e svilendo la qualità dei servizi. L’equo compenso per tutti i professionisti, voluto dal Ministro Orlando e sostenuto dal PD diventerà legge, un contributo per ridare dignità al lavoro, con buona pace di chi pensa che la competizione si realizzi comprimendo i compensi, noi pensiamo si realizzi meglio innalzando la qualità dei servizi.

On. Liliana Ventricelli

Relatrice sull’equo compenso in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati

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