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Il Decreto Mezzogiorno è legge: misure a favore di sviluppo ed occupazione. Anche fondi per edilizia giudiziaria

La Camera dei Deputati ha approvato il Decreto Mezzogiorno, votando la fiducia sul testo licenziato dal Senato. Numerose e di varia natura le misure a favore dei territori del Sud: solo per citarne due, gli incentivi per gli “under 35” della misura “Resto al Sud” e la cospicua dote finanziaria per l’edilizia giudiziaria in cui può essere inclusa Bari.

“Il Decreto Mezzogiorno – rende noto l’on. Liliana Ventricelli – è diventato legge. E’ un importante contenitore di misure a favore delle regioni del Sud, con gli obiettivi della crescita economica e dell’occupazione. Misure non assistenzialiste, anzi orientate ad investire sulle persone e nel migliorare le condizioni per poter operare al meglio. In questa direzione, ad esempio, vanno i 330 milioni di euro per l’edilizia giudiziaria. Un’occasione ghiotta per Bari perché si potrà finalmente mettere mano ad un progetto serio per la cittadella della giustizia e superare l’attuale situazione insostenibile. E’ una dotazione finanziaria molto importante, cresciuta ulteriormente rispetto ai 90 milioni di euro che erano stati inizialmente stanziati. Su tali tematiche – sottolinea l’on. Ventricelli – sto promuovendo un protocollo di intesa fra Ministero della Giustizia e Città Metropolitana, con il coinvolgimento dell’Avvocatura e degli Uffici giudiziari”.

Quindi, opportunità per i giovani imprenditori ed agricoltori.
“Con il programma “Resto al Sud” – spiega la deputata del Partito Democratico – si danno incentivi a giovani imprenditori, di età compresa fra 18 e 35 anni, che non dispongono di mezzi propri per avviare un’attività produttiva. L’intervento consiste in un sostegno alla creazione di una nuova attività imprenditoriale nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, o relativa alla fornitura di servizi (compresi quelli turistici), che prevede in favore del giovane imprenditore una dotazione di 50.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante, con esclusione delle spese per la progettazione e quelle per il personale (per le società con più soci fino a 200 mila euro). Un altro intervento – aggiunge l’on. Ventricelli – prevede una procedura sperimentale per l’individuazione delle terre abbandonate e incolte e di beni immobili in stato di abbandono che possono essere concesse, per la durata di nove anni rinnovabili una volta, ai giovani per rafforzare le loro opportunità occupazionali e di reddito. Si agisce, quindi, per evitare la fuga dei giovani e dare la possibilità di esprimere la propria voglia d’impresa nella loro terra”.

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