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Presentata mozione per contrastare lo “stupro virtuale”, si responsabilizzino piattaforme dei “social network”

social-violenza

L’on. Liliana Ventricelli, prima firmataria, insieme ad altri 24 deputati del Partito Democratico, ha presentato alla Camera dei Deputati una mozione che ha l’obiettivo di impegnare il Governo ad arginare il triste fenomeno dello “stupro virtuale”, una nuova forma di violenza che consiste nel pubblicare immagini intime di donne e giovani ragazze, anche minorenni. I dati sono allarmanti, di pari passo alla crescita di utilizzo dei “social network” e degli strumenti di messaggistica istantanea.

“E’ un fenomeno molto preoccupante – afferma l’on. Liliana Ventricelli – ed è stata accertata l’esistenza di gruppi segreti sui social network o di chat riservate in cui queste donne sono esposte in atteggiamenti intimi, a loro totale insaputa, oggetto delle più basse pulsioni sessuali e animalesche o di vendette legate alla fine di relazioni sentimentali. I dati che ci giungono da un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza sono drammatici e rappresentano una cruda fotografia di quanto avviene”.
“E’ evidente la portata del fenomeno – aggiunge l’on. Ventricelli – considerando l’utilizzo enorme del “sexting”. Si è di fronte a qualcosa che non è estemporaneo bensì ad un comportamento che sta diventando dilagante. Questo ha implicazioni molto rilevanti perché dietro i numeri ci sono le persone, i volti, le vite, le storie. E per le singole persone questo fenomeno può avere ripercussioni anche molto gravi, fino al suicidio, come purtroppo è già accaduto. Per questo la mozione impegna il Governo ad agire in più direzioni, dalla collaborazione con scuole ed associazioni, al potenziamento del lavoro della polizia postale, fino ad arrivare ad intese con i giganti della comunicazione social per modificare gli algoritmi – afferma Ventricelli – in modo da rimuovere e far sparire subito i contenuti potenzialmente pericolosi per la vita delle persone, pena la responsabilità diretta degli stessi”.

IL TESTO DELLA MOZIONE
La Camera,
premesso che:
negli ultimi anni il fenomeno del cosiddetto stupro virtuale si sta diffondendo in tutto il mondo attraverso gruppi creati sui social network, gruppi nei quali uomini condividono foto di donne,
a loro insaputa, foto che che vengono corredate da commenti sessisti e denigratori: in particolare in Italia, anche grazie a inchieste di alcuni giornali, sono state scoperte centinaia di pagine, ritrovo online di migliaia uomini, in cui si scatenano le più basse pulsioni sessuali e animalesche;
a questo fenomeno se ne affianca, purtroppo, un altro, riprovevole, denominato “revenge porn”, ovvero la pubblicazione online di materiale fotografico che ritrae il partner in atteggiamenti intimi per una vendetta legata alla fine di una relazione;
i dati raccolti attraverso una indagine dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza su un campione di 7mila adolescenti dai 13 ai 18 anni sono drammatici: “1 ragazzo su 5 ha avuto una relazione amorosa online. Di questi, il 60 per cento è poi uscito allo scoperto incontrandosi dal vivo, ma per il restante 40 per cento la storia è continuata in rete. Le chat sono i luoghi di incontro perfetti: il 10 per cento le usa insieme ai messaggi, ai video e alle foto per esprimere i suoi sentimenti; il 6,5 per cento afferma tranquillamente di fare sexting, ossia di scambiare con il proprio flirt – più o meno stabile – foto e/o video che lo ritraggono in atteggiamenti molto intimi. Storie leggere destinate ad avere durata breve e nelle quali (1 su 10) il tradimento avviene online. Molte volte, il 37 per cento per l’esattezza, se si tradisce online non lo si considera un atto di infedeltà vero e proprio. Scatta dunque la rabbia e basta poco per far finire sul web foto e video intimi rubati in un momento di passione; riguarda il 5 per cento degli intervistati, si tratta di un ragazzo su 20, come se in ogni classe a scuola ci fosse uno studente invischiato in una situazione simile”;
che si tratti di foto e video utilizzati in gruppi social per scatenare gli impulsi bestiali o pubblicati per vendetta, una volta che questo materiale finisce in rete resta online per un tempo infinito e la condivisione è altissima: eliminare definitivamente un dato su internet è un’impresa quasi impossibile;
appare, dunque, necessario agire in fretta innanzitutto per scoprire l’esistenza di gruppi segreti sui social, chat di gruppo, accertare che lì vi sia diffuso materiale proprio, individuare gli appartenenti al gruppo e i loro commenti, verificare quale determinato materiale sia stato diffuso e quali commenti siano stati fatti.
Impegna il Governo:
a promuovere iniziative per la prevenzione di comportamenti che incitano all’odio e all’insulto sessuale, anche attraverso collaborazioni con le associazioni e le istituzioni scolastiche; nonché ad agire in sinergia con le piattaforme dei social network al fine di arrivare alla segnalazione e alla rimozione definitiva dei contenuti, modificando gli algoritmi, prevedendo, anche, forme di responsabilità diretta degli stessi, al fine di rendere effettiva la persecuzione dei reati già previsti, ed anche mettendo in campo ogni misura necessaria al potenziamento del lavoro della polizia postale.

VENTRICELLI LILIANA, AMATO M., ANTEZZA M., BECATTINI L., BORGHI E., CAPOZZOLO S., CARELLA R., CAROCCI M., CASSANO F., COMINELLI M., COVA P., CULOTTA M., DI SALVO T., FEDI M., GRASSI G., MANFREDI M., MARANTELLI D., MARCHI M., MAZZOLI A., MINNUCCI E., ROSSI P., TARICCO M., VENITTELLI L., ZANIN G.

About Liliana Ventricelli

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