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SCUOLA: rispetto per lo sciopero ma verità sul ddl

imageHo grande rispetto per chi decide in maniera consapevole di rinunciare ad una giornata di lavoro e di stipendio per portare le legittime contestazioni in una piazza; ho rispetto per gli insegnanti e per il grande lavoro che ogni giorno svolgono con fatica e in condizioni non sempre favorevoli e ho rispetto per il confronto tra le parti sociali. Considero la giornata di oggi importante per l’azione del Governo perché dimostra che il mondo della scuola chiede attenzione e vuole essere ascoltato.

Chiedo però, sommessamente, altrettanto rispetto per il lavoro che tutti noi stiamo cercando di portare avanti nel lavoro di commissione. Centinaia di iniziative su tutto il territorio nazionale (durate sei mesi) dove non ci siamo sottratti al dibattito, oltre 80 audizioni in commissione e quasi 2000 emendamenti che stiamo analizzando con perizia per apportare le modifiche opportune al testo tenendo conto di tutte le istanze che sono giunte.
Dopo anni di tagli lineari però alcuni elementi vanno riconosciuti: verranno investiti 1 miliardo per il 2015 e 3 miliardi dal prossimo anno, assunti 100.700 precari. Inoltre, nel mese di ottobre 2015 verrà bandito un concorso per 60.000 posti (sul triennio 2015-2018). Al concorso potranno partecipare tutti i docenti in possesso di un titolo abilitante. 55 mila assunzioni sono quelle previste dal turn over sui posti vacanti e disponibili, la novità consiste nelle 45 mila assunzioni non previste dal turn over ma aggiuntive per il potenziamento dell’organico dell’autonomia.
Saranno conservati gli scatti di anzianità e verranno investiti ulteriori 200 milioni per premiare il merito degli insegnanti. Per la formazione saranno stanziati 40 milioni e verrà definita per ciascun insegnante una card del valore di 500 euro l’anno per consumi culturali (libri, mostre, cinema, tecnologie).
Stiamo lavorando in commissione su alcuni punti fortemente contestati, mitigando il ruolo del dirigente scolastico: gli organi collegiali acquisiscono un valore aggiunto. Il collegio dei docenti elabora piani triennali che saranno approvati dal consiglio istituto con maggiore partecipazione degli studenti e dei genitori
I docenti che entrano negli albi territoriali sono docenti di ruolo che nessuno potrà licenziare dopo i tre anni come qualcuno vuol fare credere; nella definizione del piano triennale il dirigente insieme al comitato di valutazione individuerà dall’albo (i docenti iscritti agli albi sono esattamente quelli che servono alle scuole per coprire il fabbisogno e quindi nessuno resterà fuori) gli insegnanti che occorrono alla sua scuola e al potenziamento dell’offerta formativa.
La norma del ddl che prevedeva lo stop a tutti i contratti di 36 mesi anche non continuativi su tutti i posti è stata modificata ed entrerà in vigore a partire dall’entrata in vigore della legge.

In commissione abbiamo votato i primi cinque articoli con modifiche sostanziali e nei prossimi giorni il nostro lavoro emendativo andrà avanti per arrivare all’approvazione del testo entro il 19 maggio.
Io rispetto la protesta, non insulto e provo ad ascoltare ma non vedere tutto ciò che di positivo si sta facendo mi sembra davvero ingeneroso. Il lavoro di tutti va sempre tenuto in considerazione e quello degli insegnanti anche di più ma ricordiamo che la scuola è prima di tutto degli studenti e per gli studenti e la non strumentalizzazione delle informazioni e l’onesta intellettuale dovrebbero essere i primi insegnamenti da trasmettere.

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